italiano inglese spagnolo francese portoghese
Imprime

Momento Contemplativo Cusmaniano #22

15/07/2010
Momento contemplativo cusmaniano N.22 
Giovedì XV settimana T. O./C Mt. 11,28-30
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.”                                                                                                      
Dopo aver ringraziato e benedetto il Padre che si rivela ai piccoli, Gesù fa un invito a tutti coloro che sono affaticati e oppressi: “Venite a me”, poiché là vicino al suo cuore “mite ed umile” troveranno ristoro. Lui conosce bene e sa quale grande e pesante giogo della legge mosaica schiaccia i poveri, gli ultimi, i piccoli: i precetti, le prescrizioni, i digiuni, le offerte, i sacrifici, le purificazioni e altro ancora, che i rabbini del tempo esigevano come espressione di culto a Dio. Ma, all’invito dolce e consolante del Maestro “Venite a me” tutto passa in secondo piano, anzi, le folle corrono ad ascoltarlo, poiché Lui solo “ha parole di vita eterna”,  Lui solo è “via, verità e vita”, Lui può rendere leggero ciò che è pesante. Nello stesso tempo, Gesù si propone come modello di chiunque vuole seguirlo su una strada non certo meno esigente da quella dei rabbini, ma in modo diverso, nell’ottica dell’amore, del dono di sé e non tanto di osservanze puntigliose. ”Imparate da me”, ci dice, perché sono “mite ed umile di cuore”. Seguire le sue vie, vuole dire imitarlo soprattutto nella mitezza e nell’umiltà.
Ascoltiamo oggi il dolce invito di Gesù “Venite a me”. Chiunque tu sia, in qualunque situazione è la tua vita, Dio ti invita là, vicino a quella “fornace ardente” che brucia d’amore per te, Lui il mite, l’umile, ti stringe al cuore perché il tuo pesante fardello diventi leggero, e tu ti senta amato in quest’abbraccio. Il suo cuore “materno” ci si rivela oggi in umiltà e dolcezza per chi è stanco, affaticato, oppresso, solo, disprezzato. Non hai nessuno? Dio è con te. Non trovi amore? Venite a me, là troverai amore, pace, gioia, felicità, vita eterna.
Il beato Giacomo ci esorta: “Apprendete da me ad essere miti ed umili di cuore”, dice il Redentore nostro. Sì, caro fratello mio, questa è la scuola nella quale dobbiamo apprendere i mezzi della nostra eterna salute, la quale è di tanto interesse da non doverla mai posporre a qualunque altra cosa.”
(12 agosto 1877 S. Giuseppe Jato, a suo fratello Pietro).
Per la riflessione personale: La riconoscenza sgorghi oggi dal nostro cuore per l’invito e l’accoglienza che Gesù ci fa proprio là vicino al suo cuore, e proponiamoci di rifugiarci spesso in questa “ferita d’amore”, anche per aprirgli il nostro animo con serenità e fiducia. “Da chi andremmo Signore? Tu solo hai parole di vita eterna”.
                                                   Comunità Contemplativa – Suore Serve dei Poveri