Il 24 Settembre ricordiamo il Beato Francesco Spoto, Martire Bocconista: la storia e gli eventi della giornata.

Un Martire Bocconista, il “Martire del Sorriso”, come lo ha definito Monsignor Vincenzo Bertolone nell’omonima pubblicazione edita da Elledici: ricordiamo, quindi, la storia di questo Martire dei nostri tempi, ripercorrendo il suo cammino, non prima di aver menzionato i tanti eventi oggi in programma, nel ricordo del Beato Francesco Spoto.

Si comincia alle ore 17, con l’Adorazione Eucaristica, per poi proseguire, alle ore 18:30, con l’Adorazione Eucaristica dalla Chiesa “Cuore Eucaristico di Gesù”, di Corso Calatafimi 327.


 

(Lo splendido video qui sopra visibile, è stato creato da Suor Giulietta Proietto, che ringraziamo)

 

Padre Francesco Spoto nacque l’8 Luglio 1924 a Raffadali (AG). I genitori con la vita gli trasmisero la fede, la correttezza morale e uno straordinario senso del dovere.

Nel 1936 entrò nel seminario dei padri Bocconisti a Palermo e il 22 Luglio 1951, nel santuario “Madonna dei Rimedi”, venne ordinato sacerdote dal Card. Ernesto Ruffini.

Alcuni giorni prima aveva scritto a un suo cugino sacerdote: “… un senso di trepidazione mi pervade riflettendo sulla grave responsabilità di cui dovrò essere rivestito…”.

Nel capitolo generale del 1959, ad appena 35 anni, era tale la stima di cui era circondato che i confratelli lo elessero superiore generale. Scriverà alla madre alcuni giorni dopo: “questa elezione è stata una sorpresa per me: ho cercato di vivere sempre nel nascondimento e nella ritiratezza… ora in un momento ho compiuto un balzo in avanti impensabile ed imprevedibile. Bisogna rassegnarsi alla volontà di Dio… confido nel Signore che non mi farà mancare mai né la salute né la prudenza e la sapienza nello agire. Alle mie debolezze riparerà Lui che è Onnipotente“.

Portò a termine l’approvazione delle costituzioni da parte della Santa Sede e fece introdurre la causa di canonizzazione di Padre Giacomo Cusmano.

Il 4 Agosto 1964 si recò a Biringi (Zaire) nella missione aperta tre anni prima, per confortare i suoi fratelli. In Zaire lo sorprese la rivoluzione dei “Simba”. Il 3 Dicembre i quattro missionari furono catturati. Padre Spoto riuscì ad evadere, a piedi nudi, ed esausto di forze per aver vagato tutto un giorno in mezzo alla spessa boscaglia si inginocchiò e pregò: “Signore, ti offro la mia vita, ma salva i miei confratelli“.

Il 27 dicembre 1964 a soli 40 anni, in seguito agli stenti, alle percosse e alle vessazioni dei Simba, moriva e i tre confratelli, di lì a poco, misteriosamente si salvavano.

Le venerate spoglie furono portate in Italia e dal 1987 si trovano nella chiesa “Cuore Eucaristico di Gesù“.

Il 26 giugno 2006 papa Benedetto XVI ha riconosciuto ufficialmente il martirio di Don Francesco Spoto ed il 21 aprile 2007 è stato beatificato.