Viva Gesù Risorto nei nostri cuori!

“Sognare ancora” è una esperienza vissuta condivisa da una Maestra Sonia Villanuova della Scuola Primaria dell’Istituto G.Cusmano ,Terrerosse (Palermo).
Quando mi ha parlato di questa esperienza sua personale, mi viene in mente solo una cosa del nostro amato Fondatore G.Cusmano, ” Predicare la fede con la Carità” !.  E’  una testimonianza di vita e di fede per me da una collega ma mi sembrava giusto anche di aver condiviso con gli altri e Le avevo chiesto di scriverne.
Dopo aver ottenuto il consenso con cui ha condiviso il “Boccone Materiale e Spirituale tramite i piccoli gesti di Carità senza limiti “, mi ha mandato il scritto con una fotografia per la concretezza dei fatti.
Suor CissyJoseph SdP.

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Sognare ancora

Questa è una bella storia, finalmente un lieto fine.

Un compagnetto di mia figlia, due anni e mezzo fa, si è ammalato di leucemia, improvvisamente mal di schiena e sintomi strani che solo una mamma attenta non ha sottovalutato.

Poi la diagnosi, grave, gravissima, prime cure qui a Palermo e poi via a Roma al Bambin Gesù per tentare un intervento di trapianto del midollo dopo una chemioterapia che ha ridotto ad un cencio calvo  un bambinone alto e robusto.

Rosario, questo il suo nome, ha combattuto una battaglia lunga e penosa, lontano da casa, da scuola, dai suoi amici e parenti, da tutte le sue abitudini. Verosimilmente la malattia lo ha portato lontano dalla sua infanzia e con un salto mortale lo ha catapultato verso un mondo che non si augura nemmeno al peggior nemico, un mondo all’odore di alcool e disinfettanti, dove sei costretto a scrutare i visi degli altri per sapere come stai, dove ti senti in colpa perchè i tuoi cari soffrono e non c’è più casa, e niente è più come prima.

La mamma è costretta a lasciare il lavoro, papà è un continuo partire e tornare, la sorella adolescente rimane a Palermo con mille interrogativi, tra i quali, il più doloroso…

Ce la faremo a sopravvivere a tutto questo???Dovrà subire due interventi Rosario prima di sperare ancora nella guarigione, infatti la prima donazione della mamma non va a buon fine…È Natale…poi Pasqua…poi di nuovo e Dio non li abbandona…La mamma si affida alla Congregazione delle Serve di Fatima, prega e trova una forza innaturale con cui affrontare il terrore di perdere un figlio; incontrano il Papa e Rosario ricomincia a sperare…

Lo scorso Natale, con alcune mamme inviamo una somma di denaro per aiutare la famiglia in difficoltà economiche…Nel momento in cui dovevo dare la mia quota non avevo con me una busta, e tra le cianfrusaglie della mia borsa in macchina non riuscivo a trovare nulla che potesse aiutarmi, così mentre cercavo di strappare una pagina d’agenda per crearne una, davanti ai miei occhi si è presentata l’immaginetta del Beato Padre Giacomo Cusmano.

È stato un attimo, il dubbio di mischiare sacro e profano sarà durato un nanosecondo, la mano è stata più veloce del pensiero e così un santino è diventato improvvisamente una custodia per una banconota…

Mi perdonerà, ho pensato, è per una buona causa…Quel giorno non ho più consegnato i soldi perchè non sono arrivata in tempo e quando nei giorni futuri finalmente l’ho fatto, ho lasciato che Padre Cusmano arrivasse a Rosario in quel modo, ho chiesto volutamente di consegnare così la mia quota anche se esisteva un biglietto e una busta importante da parte di tutti i donatori, ho fatto riferire di tenere il santino e pregare Padre Giacomo.

Ora io non lo so, ma mi piace pensare che il miracolo avvenuto sia per un insieme di forze più grandi di noi, che si chiamino Madonna di Fatima, Gesù Misericordioso o Padre Cusmano…non ha importanza.

Oggi Rosario è tornato a Palermo con la sua famiglia, sta bene, tra qualche giorno affronterà le Prove Invalsi come migliaia di suoi coetanei studenti, per qualche ora si intende, ancora è debole e si stanca facilmente, ma il suo calvario è finito.

La sera Rosario dorme nel suo letto, quello di casa sua, con i suoi affetti e i suoi giochi che lo hanno aspettato fedeli, poggia la testa con i capelli nuovi, appena cresciuti, sul suo cuscino, lo stesso dove la mamma dallo scorso Natale tiene il Santino di Padre Giacomo Cusmano,

e sogna.