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Noi ci sentiamo legati a chi ci è caro e abbiamo grandi doveri nei confronti di chi ci è vicino, e ciò è importante. Ma nessuno è più vicino a noi di Dio, nessuno è più prezioso. In modo scioccante, spettacolare, Gesù ci dice che tutte le nostre relazioni, per quanto strette ed intime, devono essere purificate. Esse devono essere misurate in rapporto a Dio e ai suoi obiettivi.

È un’affermazione davvero severa. In noi tanto forte è l’attaccamento alla sicurezza data dall’amore “umano”, che possiamo facilmente rifiutare di dare tutto al Signore perché lo purifichi. Siamo davvero tentati di dire: “Signore, tu puoi prenderti tutto… tranne questo e quello”. Vi sono alcune cose, alcuni affetti che vogliamo vivere a nostro modo, non secondo il modo di Dio.

Una volta lasciato al Signore il governo delle nostre relazioni e dei nostri amori, allora riceviamo il fondamento della vera pace. La pace che dà il Signore non è quella che dà il mondo; è fatta di perdono, di giustizia, di amore e di amicizia. La pace non è soltanto assenza di conflitti, così come non è un compromesso immorale. La vera pace consiste nello stare con altri davanti a Dio, purificati e liberati dalla verità e dalla misericordia del giudizio divino.

Antifona d’ingresso

O Dio, nostra difesa,

contempla il volto del tuo Cristo.

Per me un giorno nel tuo tempio,

è più che mille altrove. (Sal 84,10-11)

 

 

 

Colletta

O Dio, che hai preparato beni invisibili

per coloro che ti amano,

infondi in noi la dolcezza del tuo amore,

perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,

otteniamo i beni da te promessi,

che superano ogni desiderio.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 

Oppure:

O Dio, che nella croce del tuo Figlio,

segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori,

fa’ che l’umanità non ripeta

il tragico rifiuto della verità e della grazia,

ma sappia discernere i segni dei tempi

per essere salva nel tuo nome.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 

 

Prima lettura

Ger 38,4-6.8-10

Mi hai partorito uomo di contesa per tutto il paese (Ger 15,10).

Dal libro del profeta Geremìa

 

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi».

Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.

Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città». Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Sal 39

 

Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Ho sperato, ho sperato nel Signore,

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

 

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,

dal fango della palude;

ha stabilito i miei piedi sulla roccia,

ha reso sicuri i miei passi.

 

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,

una lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore

e confideranno nel Signore.

 

Ma io sono povero e bisognoso:

di me ha cura il Signore.

Tu sei mio aiuto e mio liberatore:

mio Dio, non tardare.

 

Seconda lettura

Eb 12,1-4

Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.

 

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.

Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 10,27)

Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,

e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia

.

Vangelo

Lc 12,49-53

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

+  Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore

 

Omelia: Don Mario Simula

Il rischio di essere sedotti da Dio

Il fuoco del Vangelo brucia talmente, come un’urgenza interiore, nel cuore di Geremia, che la sua vita si gioca tutta al confine tra il vivere e il morire. Il fuoco è un incendio incontenibile e urgente in lui, che si fa strada anche nei momenti della più acuta persecuzione e della più profonda crisi esistenziale. E’ tale il patimento del profeta che, a un certo punto della sua vicenda di annunciatore di Dio, si sente ingannato da Lui e vorrebbe cedere le armi. Perché rovinarsi la vita per un annuncio che non ci appartiene o ci appartiene indirettamente come richiesta di Dio?

Ancora una volta l’amarezza del profeta arriva al punto da identificarsi col suo graduale, inesorabile annichilimento. Si sente inghiottito dal fango.

Se non abbiamo mai provato questo rischio, significa che Dio, con la sua Parola, è ancora ai margini della nostra esistenza. Se invece Lui mi invade e rende le mie notti insonni e il mio cuore turbato e la mia paura palpabile, significa che lo sto prendendo sul serio come colui che su di me investe molto, anche se non conto niente. Dio diventa come Colui che mi getta nella mischia, mettendo a ferro e a fuoco tutto ciò che lascio, in modo che guardi solo avanti.

Se ci trovassimo un giorno a gridare, anche violentemente, al Signore: ?Vieni presto in mio aiuto?, significherebbe che la nostra vita è una vita di trincea, di avamposti. L’altro, avversario o indifferente, potrà brandire le sue armi contro di noi, potrà usare il suo scherno irridente, potrà gettare il discredito sulle nostre persone, ma noi potremo sempre dire: ?Il Signore si è chinato su di me, mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose, dal fango della palude; ha stabilito i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi?. Fondata su questa certezza, ?la notizia nuova?, messa da Dio sulla mia bocca, incuterebbe timore o forse potrebbe suscitare il desiderio di un cuore rinnovato. E questo, nonostante io sia annunciatore povero e bisognoso. E’ Dio che avrà cura di me. E’ Dio il mio aiuto e il mio liberatore.

Chi è Gesù se non il profeta sublime, il più grande, l’immenso che si sottopone alla croce disprezzando il disonore, sopportando l’ostilità dei peccatori senza perdersi d’animo, ma guardando sempre alla gioia che gli è posta dinanzi?

E’ proprio vero che non abbiamo ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il maligno. Noi, uomini e donne del compromesso, del patteggiamento ambiguo, delle mezze misure, del piede in due staffe, né caldi né freddi, tiepidi e nauseanti.

Gesù ci mobilita in una battaglia che porta il Fuoco sulla terra, il Fuoco dello Spirito, il Fuoco del nostro Annuncio coraggioso, il Fuoco della nostra franchezza, il Fuoco della nostra guerra pacifica.

Gesù vuole che questo Fuoco sia acceso.  La bella notizia che Lui ha portato è per l’amore, è per il dono, è per la difesa degli ultimi della storia. Proprio per questo porta divisione. Ci sarà sempre, infatti, chi, disturbato nei suoi progetti disumani, invece di percorrere le strade dell’unità e del dialogo, brandisce le armi della violenza più o meno occulta. Può avvenire anche tra amici. Può avvenire anche con i vicini.

Può avvenire anche tra coloro che dicono di credere nello stesso Signore. Può avvenire tra coloro che nel nome di Gesù escludono, perseguitano, scartano, sono indifferenti nei confronti di fratelli e sorelle, soltanto perché diversi da noi, dal nostro modo di pensare. Diversi nelle loro scelte. Gesù non ci da’ tregua. Ci assicura, però, che Lui combatte con noi; ad una condizione: che noi non ci distruggiamo gli uni gli altri, come dice l’apostolo, ma a costo di prezzi alti, diventiamo capaci di percorrere le stesse strade che il Signore ci indica.

Gesù, quante guerre scateni dentro di me e quanti incendi fai divampare, senza che io riesca a tenerti a bada. Non è ancora sufficiente? Anche a me vuoi dire che ancora non ho attraversato il battesimo della persecuzione, dell’incomprensione, della voce smarrita nel vuoto?

Sai quante volte, Gesù, il mio istinto mi porta a dirti: ?Sbrigatela Tu. Perché mi tiri in ballo? Che cosa ho fatto di male??.

Come se essere preso sul serio da Te, corrisponda ad un punizione per la mia persona e non a un Tuo atto intrepido di amore.

In certi momenti cerco i luoghi nei quali nascondermi, perché Tu non mi veda, perché Tu non possa domandarmi: ?Cosa ne pensi? Sei pronto? Ci stai??.

Tu, Gesù, mi scovi sempre, non mi dai pace, perché sei venuto a portare dentro di me la guerra.

Quanto mi attira, a volte, il languire di Elia che, pur di non affrontare la lotta che gli metti davanti, preferirebbe morire.

Quanto mi attira, in certi momenti, l’ostinazione incomprensibile di Pietro che continua a dichiarare, spergiurando: ?Non lo conosco. Non so di chi stiate parlando?.

Gesù, è proprio una lotta tra Te e me. lo so che alla fine resterò azzoppato. Nel frattempo contrappongo la mia persona alla Tua, anche se, Gesù, rimane dentro di me una traccia misteriosa di Te: quella di averti incontrato a distanza ravvicinata, intrecciando le mie braccia con le Tue, fino a stramazzare per terra, perché il Tuo amore è più forte della morte e la furia degli oceani non può spegnerlo.

Lo vedo ogni giorno con i miei occhi, Gesù, che il padre è contro il figlio e il figlio contro il padre, che la madre è contro la figlia e la figlia contro la madre. Non per questo Tu sottoscrivi la mia rinuncia.

Tante volte, Gesù, ti ho consegnato la mia lettera di dimissioni dalla lotta, dall’impegno.

Regolarmente me l’hai restituita a pezzi. Non è quello che vuoi da me, Gesù. Tu vuoi atti di amore, concordati di apertura, dichiarazioni di franchezza, di mitezza e dignità, silenzio e parole vere, docilità e discernimento.

Indubbiamente, Gesù, le Tue condizioni sono molto esigenti. Hanno, tuttavia, il potere di scatenare un’insoddisfazione irresistibile, finché non mi arrendo al Tuo amore, alla Tua condizione di pellegrino, alle condizioni della Tua Parola di vita.

Gesù, sai cosa provo in questo momento?

Mi sento piccolo come un filo d’erba.

Fragile come un seme trasportato dal vento.

Insignificante come un calabrone che feconda i fiori.

Ma rimane sempre in me l’ardimento di sollevare lo sguardo fino a Te. E Tu come mi rispondi, Gesù? Ti abbassi fino a terra dove sono io: invisibile, insignificante. In questi momenti, mi pare che la Parola del Tuo Vangelo sia scritta proprio per me. La Parola dice: ?Gesù lo fissò intensamente e lo amò?. Tu fai con me la stessa scelta sconvolgendomi col Tuo sguardo: ?Se vuoi vieni. Seguimi. Stai con Me. Impara da Me. Fidati di Me?.

 

Professione di fede: Credo..

 

Preghiera dei fedeli

Gesù ci ha avvertiti sul pericolo che corriamo di non comprenderlo, e di dividerci fra noi. Nella Preghiera dei fedeli chiediamo al Padre che ci renda capaci di accogliere con gioia il suo Figlio Gesù, e di condividere tutti insieme la sua forte amicizia.

Preghiamo insieme e diciamo:

Fa’ di noi, o Padre, veri discepoli del Cristo.

1. Preghiamo per la santa Chiesa di Dio, nata dal fuoco che Gesù ci ha portato nella Pentecoste. Suo compito è di annunciare il Vangelo a tutti, anche tra le incomprensioni e contraddizioni della storia. Perché animata dallo Spirito Santo, la Chiesa sappia testimoniare agli uomini l’amore indefettibile del Padre per tutte le sue creature, preghiamo.

 

2. Per i cristiani, chiamati a scegliere per la loro esistenza quel modello, a volte scomodo, quale appunto si presenta a noi Gesù. Perché con la fedeltà al Vangelo portino chi è accanto a loro a scoprire la fede in Cristo, e a crescere nella solidarietà e nell’amore, preghiamo.

 

3. Per tutte le famiglie, che nel difficile contesto sociale di oggi rischiano di vivere divise – come diceva Gesù – «tre contro due e due contro tre». Perché trovino nel nostro Salvatore non motivi di contrapposizione, ma lo stimolo a diventare più unite, nella concordia e nella pace, preghiamo.

 

4. Per coloro che ancora rifiutano il Signore Gesù. La presenza a volte contestata dei cristiani nel mondo, dovrebbe rivelarsi ai loro occhi come il segno dei nuovi tempi dello Spirito Santo. Perché quanti sono ancora lontani dal Signore vogliano accogliere con gioia l’invito a vivere nella fede, e a diventare suoi discepoli, preghiamo.

 

5. Per la nostra comunità (parrocchiale). Se vogliamo uscire dal «tirar a campare» di tutti i giorni, dobbiamo anche noi imparare a leggere i segni dei tempi. Perché – come ci chiede Gesù – diventiamo capaci di comprendere le situazioni e i problemi di chi ci vive accanto, e operiamo con efficacia evangelica in mezzo a loro, preghiamo.

 

O Dio nostro Padre, concedi a noi tuoi figli – che abbiamo conosciuto in Gesù il modello difficile della coerenza – la grazia della perseveranza cristiana nel compiere il bene. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

Preghiera sulle offerte

Accogli i nostri doni, Signore,

in questo misterioso incontro

tra la nostra povertà e la tua grandezza:

noi ti offriamo le cose che ci hai dato,

e tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona di comunione

Presso il Signore è la misericordia,

e grande presso di lui la redenzione. (Sal 130,7)

 

Oppure:

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra,

e come vorrei che fosse già acceso”, dice il Signore. (Lc 12,49)

 

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che in questo sacramento

ci hai fatti partecipi della vita del Cristo,

trasformaci a immagine del tuo Figlio,

perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo.

Per Cristo nostro Signore.