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Insieme siamo testimoni di quanto il Signore dona per arricchire la sua Chiesa. In particolare il Vangelo di oggi parla dell’invito alla santità e alla perfezione. Vogliamo vivere questo momento di crescita nella fede e nella consacrazione di una nostra sorella per ricordarci che tutti siamo chiamati ad arricchire la Chiesa e la storia, ognuno con la propria vocazione…”.

Sono le parole di Don Giuseppe Agrò, Vicario Episcopale che domenica 23 febbraio 2020 ha presieduto la celebrazione eucaristica svoltasi nella Chiesa Madre di Palma di Montechiaro in occasione della professione perpetua della nostra consorella suor Elina Fajada. Nel salutare le suore e l’assemblea, l’arciprete don Gaetano Montana ha ringraziato il Signore e tutti i presenti per la bellissima occasione di pregare insieme davanti all’altare per questa figlia della Congregazione che da lì a poco con immensa gioia e visibile commozione avrebbe detto “SI” per sempre. Ci ha onorato con la sua presenza anche don Artur Tshipuita, cappellano della comunità delle Serve dei Poveri che operano a palma di Montechiaro.

Il rito della professione perpetua coinvolge tutti: le suore, i presbiteri e l’assemblea grazie ai vari momenti che si susseguono e che sottolineano il legame che Signore fortifica sempre di più con la sua prediletta. Il colloquio tra Celebrante e Candidata sottolinea come l’esperienza vocazionale sia la risposta alla chiamata di Dio, è il dialogo d’Amore, nei confronti di Cristo, su cui si basa tutta la vita consacrata. Questo coinvolgimento diretto con il quale la candidata esprime la propria assunzione di responsabilità di ogni singola parola pronunciata non è espresso solo a parole ma formulate da e con il cuore e con la mente. Attraverso la Preghiera Litanica con cui la Chiesa terrena si unisce alla Chiesa Celeste imploriamo l’intercessione dei Santi e la misericordia di Cristo, Signore e Redentore. La prostrazione a terra, eseguita durante la Preghiera Litanica, con il quale la professanda richiama l’adorazione manifestata da Mosè e si consacra totalmente a Dio. Un altro segno è la Proclamazione della Formula nelle mani della Superiora Generale: con questo gesto si vuole esplicitare come la consacrazione a Dio, per aver luogo degnamente, deve passare attraverso la condivisione e l’amore fraterno che si muove tra le consorelle, dove ognuna è da vedersi come colei che offre l’opportunità di amare Dio. La lettura della formula, eseguita “fisicamente” nelle mani della Superiora Generale rappresenta l’abbandono in Dio e il confidare sia in Dio che nella Famiglia Religiosa che, tramite la propria Superiora Generale, accoglie la nuova sorella. Altri momenti significativi sono la Benedizione Solenne e la Consacrazione che il celebrante ha impartito alla professa, l’abbraccio fraterno conclusivo che sottolinea proprio l’accoglienza ufficiale tra le Serve dei Poveri; durante questo atto, la professanda viene accolta con la frase: “Figlia carissima, dichiaro che fai ora parte di questa famiglia delle Suore Serve dei Poveri e d’ora innanzi tutto sarà in comune con noi” che testimonia il desiderio di vivere come i primi Cristiani in comunanza di beni con le consorelle.

Siamo consapevoli che le parole non bastano ad esprimere il mistero e il dono di grazia che si compie proprio attraverso la nostra piccolezza, perciò affidiamo Suor Elina e tutta la famiglia delle Suore Serve dei Poveri a Lui: “Colui che ci ha dato di bene incominciare ci doni anche di crescere nel bene e di perseverarvi fino alla fine”! Con la grazia dello Spirito Santo, l’aiuto della Vergine Immacolata Madre della Misericordia possiamo conseguire la perfetta carità nel servizio di Dio e della Chiesa, sotto lo sguardo e secondo l’esempio del nostro caro fondatore il Beato Giacomo Cusmano.

Suor Cristina Dumitru sdP