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Tutto quello che Gesù ha detto all’orecchio, di nascosto e privatamente, sarà predicato pubblicamente sui tetti dei paesi e delle città del mondo intero. Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli hanno cominciato ad annunciare il Vangelo, chiaramente e coraggiosamente, quando hanno aperto le porte del cenacolo e sono andati verso i quattro punti cardinali dell’universo. Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è stato fatto conoscere sempre di più e sempre meglio e, quando la fine del mondo sarà ormai prossima, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Gesù dice anche: “Non preoccuparti troppo della sorte del Vangelo, e non avere paura della gente. Non temere nessuno se non Dio. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione”. Noi dobbiamo superare la paura della morte, così come le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno, mediante la fede nella divina Provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli: il passero. La cosa più bella che l’uomo possa fare sulla terra, in mezzo a persecuzioni e sofferenze, è di essere testimone di Gesù. Anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre e dovunque riconoscere la sua appartenenza a Cristo, con le parole e le azioni, la vita e il comportamento. E noi lo facciamo in special modo durante la messa, nella quale, in comunione con l’intera Chiesa, annunciamo le grandi opere di Dio.

Antifona d’ingresso
Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre. (Sal 28,8-9)

Colletta
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annunzio profetico della tua parola,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con tutta franchezza
il tuo nome davanti agli uomini,
per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 20,10-13)
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Dal libro del profeta Geremìa

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 68)
Rit: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.

SECONDA LETTURA (Rm 5,12-15)
Il dono di grazia non è come la caduta.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,26.27)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,26-33)
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore

Omelia: Commento a cura di don Massimo Cautero

La paura è il primo frutto del peccato! Anche se San Paolo nella seconda lettura va dritto alla ?morte?, come frutto del peccato, dobbiamo riconoscere che ad essa si arriva, per forza, attraverso il sentiero della paura! Finché la fiducia in Dio non fu minata dal peccato, l’uomo non conosceva la paura, la prima coppia che conviveva con Dio nel giardino della creazione, Adamo ed Eva, prima del peccato, viveva una fiducia completa e totalizzante col creatore ed anche fra loro. Non esistevano inimicizie, pericoli, nudità che potessero minare la fiducia, perché non c’era la paura né motivo di anche solo pensare ad una ?sfiducia?, con Dio e fra di loro. Dal momento del peccato entra nell’uomo il germe della sfiducia, nell’istante in cui, nel libero cervello umano, si è accesa la scintilla della possibilità che Dio sia qualcun altro da colui che si era mostrato loro, con loro, per loro: ?allora Dio è un bugiardo, cos’è questa morte dalla quale mi vuole tenere lontano? Ha ragione ?quell’altro? (il serpente) vuoi vedere che tutto sto paradiso (giardino!) è solo una scusa per tenerci sottomessi??. Dopo il peccato il resto lo conosciamo: si comincia con l’avere paura di essere nudi ed indifesi, in primis di fronte all’altro che mi era stato donato, quell’altro che non è più un ?dono?, un ?aiuto?, ma un peso, qualcuno da cui guardarmi perché mi fa sentire in pericolo anche se è il solo/a che mi è simile, la paura che il mio simile possa anche solo guardarmi come io lo guardo è tale che ci vogliono le coperture, le garanzie – come diremmo oggi – che l’altro non mi faccia male.

Darwin costruì la teoria dell’evoluzione sulla selezione, sulla legge del ?più forte? o del migliore, ma l’uomo testimonia come il motore dei suoi progressi, della sua evoluzione, sia messo in funzione dal meccanismo della paura e dei rimedi che ad essa gli uomini mettono in atto per vincerla, inseguendo il sogno di un mondo senza paure. Se oggi sono qui a scrivere probabilmente è perché un mio antenato preferì scappare piuttosto che combattere, o magari perché un altro mio antenato riuscì a reagire prontamente ad un disastro spinto dalla paura di morire, col senno del poi possiamo pure romanzare e far passare per atti eroici le storie dei nostri antenati, ma se essi non avessero avuto paura è più probabile che oggi al nostro posto ci sia qualcun altro! Lo abbiamo imparato bene nei giorni in cui ci siamo e ci hanno costretti in casa a causa di un virus, se non avessimo avuto paura, in primis quella di morire, chi ci avrebbe fermato? Beh si, c’è stato anche il senso di responsabilità, il riconoscimento del lavoro altrui, ma alla fine la paura di essere contagiato o contagiare un caro ci ha fatto accettare un bel sacrificio. Lo vediamo anche in questi ultimi giorni, alla ?riapertura?, passata una grande paura alcuni preferiscono combattere altre paure: quella di non contare nella società (… allora vita sociale a go go…), quella di come fare le vacanze, quella dell’economia e del lavoro. I Media hanno imparato molto bene a speculare più sulle paure che dare serenità, e noi stessi abbiamo anche imparato più a diffidare dei messaggi positivi bollandoli come ?armi di distrazione di massa?, diffidiamo perfino che un’arma contro la morte e le malattie come il vaccino sia in realtà un veleno che, al contrario di quello che è, ci sta ?segretamente uccidendo?. Si dobbiamo ammetterlo, senza la paura ci è difficile anche solo pensare ad un futuro, ci siamo affezionati!

Ma, anche se ci siamo affezionati alla paura, rimane in noi un imperativo esistenziale, una sorta di vaccino: non possiamo fare a meno di cercare di liberarci dalla paura. Ci pensiamo sempre quanto sarebbe bello vivere senza alcuna paura. Si, perché anche se non possiamo fare a meno della paura sentiamo la sua incongruenza, sentiamo che è una cosa che non dovrebbe appartenerci che, in qualche modo dobbiamo combattere per compiere la nostra umanità! Già ma come si fa?

La ignoro? Impossibile! Reagisco col suo contrario, magari in maniera spavalda, negando che essa esista? Ci proviamo sempre, ma torna prima o poi più incalzante che mai! La paura genera anche sofferenza fisica, impossibile distinguere da quella psicologica. La paura delle paure poi rimane sempre lei: la morte!

Come uscirne? O meglio, qualcuno può farci uscire da tutto questo?

Gesù nel Vangelo di oggi ci ripete per ben tre volte ?non abbiate paura?, certo ce lo diciamo anche fra noi continuamente, ma Gesù è ben più che uno fra noi e forse faremmo bene a dargli ascolto! Gesù camminava con la Trinità nel Paradiso, chiamava l’uomo che gli rispondeva prontamente! Gesù ci ricorda la bellezza di un creato senza morte, la nostra vera bellezza. Gesù era lì quando la paura divenne la nostra strada verso la bruttezza della morte, Gesù ci ha guardato mentre gli davamo le spalle camminando lontano da Lui. Ma Egli non rimase con le mani in mano abbandonandoci alla nostra strada e decise di vincere tutta la nostra paura, per convertirci di nuovo verso quel paradiso dove dobbiamo ancora camminare insieme, per l’eternità. Mosso da quell’Amore che nulla vuol perdere di quello che ama, venne a guardarci negli occhi mentre lapidario enunciava ?non abbiate paura?, di questo, di quello e di quell’altro, di tutto ciò che governa con la paura della morte, perché la morte lui è venuto per ingoiarla e vincerla una volta per tutte. Quando i suoi lo incontrarono Risorto, capirono e gioirono perché non erano più preda della morte e della paura. Capirono che l’unica liberazione è Colui che può solo donare la vita, Gesù non può minacciare, mettere paura, perché la morte non gli appartiene e con essa non può appartenergli la paura. Intendiamoci, fino a che non saremo nel Regno, la paura, in un modo o nell’altro, sarà sempre sulla nostra strada a ricordaci la nostra debolezza, insufficienza, ma vivere una paura sapendo che uno come me, mio fratello, l’ha già vinta, e con lui la vincerò anche io, è tutta un’altra cosa.

Gesù nel rivelarci definitivamente e senza dubbi il Padre distrugge ogni inimicizia e sfiducia, la vittoria sulla morte, la sua Resurrezione, è l’evento sconvolgente che vince ogni paura e sana ogni distanza che possiamo aver preso praticando il peccato. L’unica paura che dobbiamo avere è di non appartenere a quest’amore salvifico, che è sempre pronto ad abbracciarci e darci la vita. Dio Padre è l’unico che potrebbe farci perire, anima e corpo, ma è anche colui che non lo farà mai perché non agisce con le armi della paura ma dell’attrazione amorevole: questo è il messaggio che oggi dobbiamo annunciare dopo averlo inciso nei cuori, questo dobbiamo gridare perfino dai tetti!

Smettiamola di agire per paura che qualcuno o qualcosa ci tolga la vita, cominciamo ad agire perché qualcosa di più grande e onnicomprensivo anima la nostra fiducia, un amore più grande -il più grande!-anima le nostre esistenza e le esistenze altrui, arrendiamoci all’unico fatto vero che i figli di Dio tengono in tasca e nessuna paura gli potrà mai rubare, per dirla come ci amava ripetere Chiara Corbella: siamo nati e non moriremo mai più!

Professione della fede: Credo..

Preghiera dei fedeli
Gesù ci ha chiesto di perseverare nella fede, anche di fronte alle difficoltà della vita. Chiediamo al Padre di sostenerci perché, consapevoli dei nostri limiti, sappiamo che senza il suo aiuto non sappiamo essere coerenti con il credo che professiamo.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sia segno della presenza del Risorto nel mondo, e sappia annunciare a tutti gli uomini Cristo salvatore, senza paure e scoraggiamenti. Preghiamo.
2. Perché i giovani che si riconoscono cristiani sappiano testimoniare la propria fede senza arrossire, ma con la consapevolezza di chi crede di aver trovato il tesoro prezioso, il senso della propria vita. Preghiamo.
3. Per i cristiani che subiscono vessazioni e oltraggi e persecuzioni, in vari Paesi del mondo, perché le loro sofferenze per la giustizia e la fede siano semi di vita nuova e di un mondo migliore. Preghiamo.
4. Per coloro che hanno dimenticato Dio e inseguono sicurezze materiali e piaceri mondani, perché riscoprano la bellezza della fede e trovino in Cristo il significato e la pienezza della loro vita. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità parrocchiale non si lasci tentare dall’abitudine impolverata di una religiosità spenta, ma si lasci abitare dalla sana inquietudine che porta ad annunciare con franchezza il Vangelo. Preghiamo.

Padre buono, che vedi nel segreto dei cuori, ascolta le nostre preghiere, sia quelle che abbiamo espresso sia quelle che tu solo conosci: dacci il coraggio di una fede sincera. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, la nostra offerta:
questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi,
perché tutta la nostra vita
sia bene accetta alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. (Sal 145,15)

Oppure:
Dice il Signore: “Io sono il buon pastore,
e dò la mia vita per le mie pecore”. (Gv 10,11.15)

Oppure:
“Perfino i capelli del vostro capo sono contati;
non abbiate timore: voi valete di più di molti passeri!”,
dice il Signore. (Mt 10,30-31)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.