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Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

 

Conosciamo questo testo che, ai giorni nostri, è uno dei più citati e discussi. Per alcuni esso riassume quasi tutto il Vangelo. Questa tendenza non dipende da una moda o da una certa ideologia, ma corrisponde a qualcosa di assai più profondo che già esiste in noi. Quando siamo colpiti e sorpresi da un’idea, da un avvenimento o da una persona, sembriamo dimenticare tutto il resto per non vedere più che ciò che ci ha colpiti. Cerchiamo una chiave in grado di aprire tutte le porte, una risposta semplice a domande difficili.

Se leggiamo questo passo del Vangelo con questo spirito, il solo criterio di giudizio, e di conseguenza di salvezza o di condanna, è la nostra risposta ai bisogni più concreti del nostro prossimo. Poco importa ciò che si crede e come si crede, poco importa la nostra appartenenza o meno a una comunità istituzionale, poco importano le intenzioni e la coscienza, ciò che conta è agire ed essere dalla parte dei poveri e dei marginali.

Eppure, questa pagina del Vangelo di san Matteo è inscindibile dal resto del suo Vangelo e del Vangelo intero. In Matteo troviamo molti “discorsi” che si riferiscono al giudizio finale. Colui che non si limita a fare la volontà di Dio attraverso le parole non sarà condannato (Mt 7,21-27). Colui che non perdona non sarà perdonato (Mt 6,12-15; 1-35). Il Signore riconoscerà davanti a suo Padre nei cieli colui che si è dichiarato per lui davanti agli uomini (Mt 10,31-33). La via della salvezza è la porta stretta (Mt 7,13). Per seguire Cristo bisogna portare la propria croce e rinnegare se stessi. Colui che vuole salvare la propria vita la perderà (Mt 16,24-26). San Marco ci dice anche: Colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvato. Colui che non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Queste parole ci avvertono di non escludere dal resoconto finale la nostra risposta ai doni soprannaturali e alla rivelazione. Guarire le piaghe del mondo, eliminare le miserie e le ingiustizie, tutto questo fa parte integrante della nostra vita cristiana, ma noi non rendiamo un servizio all’umanità che nella misura in cui, seguendo il Cristo, liberiamo noi stessi e liberiamo gli altri dalla schiavitù del peccato. Allora solamente il suo regno comincerà a diventare realtà.

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Antifona d’ingresso

L’Agnello immolato

è degno di ricevere potenza e ricchezza

e sapienza e forza e onore:

a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (Ap 5,12; 1,6)

 

 

Colletta

Dio onnipotente ed eterno,

che hai voluto rinnovare tutte le cose

in Cristo tuo Figlio, Re dell’universo,

fa’ che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato,

ti serva e ti lodi senza fine.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 

Oppure:

O Padre, che hai posto il tuo Figlio

come unico re e pastore di tutti gli uomini,

per costruire nelle tormentate vicende della storia

il tuo regno d’amore,

alimenta in noi la certezza di fede, che un giorno,

annientato anche l’ultimo nemico, la morte,

egli ti consegnerà l’opera della sua redenzione,

perché tu sia tutto in tutti.

Egli è Dio, e vive e regna con te…

 

 

Dal libro del profeta Ezechièle

 

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.

Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.

A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Sal 22

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

 

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare.

Ad acque tranquille mi conduce.

 

Rinfranca l’anima mia,

mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

 

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.

 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.

 

 

Seconda lettura

1Cor 15,20-26.28

Consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

 

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.

Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.

È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.

E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)

Alleluia, alleluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!

Alleluia.

 

Vangelo

Mt 25,31-46

Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

 

 

Omelia

Omelia:Padre Antonio Rungi

In Cristo Re e Pastore troviamo la sintesi della Redenzione

 

Con questa domenica XXXIV dedicata a Cristo Re dell’universo si conclude l’anno liturgico 2019-2020 che passerà nella storia della cristianità come l’anno durante il quale abbiamo avuto pochissime possibilità di fare festa e ricordare in modo solenne le varie celebrazioni soprattutto la Pasqua, punto di riferimento essenziale per il cammino spirituale di tutti i cristiani. Auguriamoci di potere almeno festeggiare il Natale liberamente nelle nostre chiese.

 

Non a caso la domenica è definita la pasqua settimanale ed anche in questa domenica molte comunità sono impossibilitate a vivere nella festa questo giorno dedicato al Signore Re dell’universo. La pandemia che domina ovunque costringe ancora una volta a limitarci in tante cose, compresa la possibilità di andare in chiesa.

 

Nonostante questi tempi bui e tristi, la gioia di incontrare Gesù nella sua parola e nella sua eucaristia nessuno potrà mai togliercela. E così che oggi, nella festa di Cristo Re noi facciamo festa nel segno della carità, concretizzando il vangelo dei poveri e degli ultimi che è posto alla nostra meditazione in questo giorno. Si tratta del vangelo della carità che si esplicita attraverso le opere di misericordia corporale e spirituale che ben conosciamo.

 

Tali opere consistono principalmente nel dar da mangiare a chi ha fame; dal dare a chi ha sete; vestire chi non ha nulla per coprirsi e difendersi dalle intemperie, come ci ha insegnato un grande santo, da poco festeggiato, che è san Martino da Tours; accogliere gli stranieri ed i pellegrini, come ripetutamente ci rammenta il Santo Padre, Papa Francesco; avere cura degli ammalati e seguirli con amore e dedizione, come hanno fatto medici ed infermieri e gli operatori sanitari a tutti i livelli, in modo particolare in questi mesi di epidemia in Italia e nel mondo; non dimenticarci di quanti hanno sbagliato oppure ingiustamente stanno scontando una pena nelle carceri e che in quale modo bisogna aiutarli per uscire fuori da questi luoghi rieducazione con la volontà e l’impegno di non rifare gli stessi errori. Su queste opere di amore ed attenzione che il Re dell’universo, Gesù Cristo, alla fine dei nostri giorni terreni ci giudicherà con severità, non ammettendo scuse o trovando attenuanti che non esistono. Il bene va fatto sempre, quando si vuole e quando si può. E penso che tutti possiamo fare del bene in tanti modi. Spetta a noi di non deludere le attese di questo Re buono e misericordioso che è nostro Signore di cui oggi celebriamo la solennità a conclusione dell’anno liturgico. Un Re che per il suo grande amore per l’umanità lasciare il trono regale dell’eternità e si incarna nel grembo verginale di Maria, per essere vicino al suo popolo smarrito. Questo Re è il Buon Pastore di cui ci parla il profeta Ezechiele nella prima lettura di questa solennità e che si mette all’opera per cercare le sue pecore per conoscerle e passarle in rassegna. Esattamente come fa un pastore a conclusione del giorno, al mattino o nel trasferimento, da un pascolo all’altro, passa in rassegna il suo, soprattutto quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse. L’immagine di Israele ormai senza più riferimenti nella sua storia è descritta con questa figura del pastore che passa in rassegna le sue pecore e poi radunarle da tutti i luoghi dove si sono disperse, durante i giorni nuvolosi e di caligine. Questo Pastore-Re o Re Pastore farà in modo che le sue pecore ritornino unite pascolo e soprattutto che possano riposare tranquille. Addirittura, questo Re-Pastore se manca qualcuna di queste sue pecore andrà in cerca di essa, fin quando non l’avrà ritrovata e qualora presenti i segni della sofferenza, dell’abbandono, del maltrattamento verrà curata con particolare amore ed attenzione. Nessuna delle pecore, perduta o smarrita, ferita o malata, grassa o forte sarà lasciata sola. Tutte verranno curate con giustizia, mediante una selezione tra pecora e pecora e fra montoni e capri. Chiara allusione a chi segue il gregge e fa il bene e chi invece cammina per se stessa ed indifferente nei confronti degli altri e non si sente membro di un unico gregge e sotto la guida di un solo pastore-re. Ed a Cristo Re è dedicato il brano della seconda lettura di oggi, tratto dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi, nel quale Paolo fa una sintesi stringata e precisa della storia della salvezza porta a compimento da Cristo con la sua morte, risurrezione ed ascensione al cielo, nell’attesa della sua ultima e definitiva venuta, che l’Apostolo descrive con queste parole: ?Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza?. E’ qui indicato la conclusione definitiva della storia della salvezza, quando tutto verrà ricapitolato in Cristo. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte. E qui che sarà la vittoria finale di tutta la creazione e della redenzione. Questo succederà nel suo ultimo e definitivo avvento, quando tutto gli sarà stato sottomesso. Allora anche il Figlio di Dio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti. L’unità, l’armonia e la comunione tra le tre persone della Trinità sono il modello di ogni cammino umano nella storia ed in vista della salvezza eterna. Sia questa la nostra umile preghiera in questo giorno di festa e a conclusione dell’anno liturgico, vissuto nella sofferenza a causa della pandemia: ?O Padre, che hai posto il tuo Figlio come unico re e pastore di tutti gli uomini, per costruire nelle tormentate vicende della storia il tuo regno d’amore, alimenta in noi la certezza di fede, che un giorno, annientato anche l’ultimo nemico, la morte, egli ti consegnerà l’opera della sua redenzione, perché tu sia tutto in tutti. Amen.

 

Professione di fede: Credo..

 

 

Preghiera dei fedeli

Fratelli e sorelle, chiediamo al Padre di renderci servi impegnati e gioiosi del suo Regno, che si manifesterà nella sua pienezza con l’avvento di Gesù nella gloria.

Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

 

1. Perché la Chiesa sia segno credibile della signoria di Cristo sul mondo e dell’azione dello Spirito nella storia, verso la manifestazione piena del Regno. Preghiamo.

2. Perché i cristiani sappiano vedere il volto di Cristo nei poveri, negli affamati, negli emarginati. Preghiamo.

3. Perché in coloro che vivono in Paesi travagliati dalla guerra e dalla violenza non venga mai meno la speranza nel Regno di Dio, in cui avranno stabile dimora la giustizia e la pace. Preghiamo.

4. Per i religiosi, le religiose e le persone consacrate, perché il Signore Gesù sia l’unico re della loro vita. Preghiamo.

5. Perché la nostra comunità sappia onorare con la carità fraterna la divina sovranità di Cristo. Preghiamo.

 

O Padre, che hai inaugurato il tuo Regno di amore con la risurrezione di Cristo, rendici operai appassionati e sinceri, affinché la regalità del tuo Figlio venga riconosciuta in ogni angolo della terra. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Preghiera sulle offerte

Accetta, o Padre,

questo sacrificio di riconciliazione,

e per i meriti del Cristo tuo Figlio

concedi a tutti i popoli il dono dell’unità e della pace.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

PREFAZIO

Cristo sacerdote e re dell’universo.

 

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno.

Tu con olio di esultanza

hai consacrato Sacerdote eterno

e Re dell’universo il tuo unico Figlio,

Gesù Cristo nostro Signore.

Egli, sacrificando se stesso

immacolata vittima di pace sull’altare della Croce,

operò il mistero dell’umana redenzione;

assoggettate al suo potere tutte le creature,

offrì alla tua maestà infinita

il regno eterno e universale:

regno di verità e di vita,

regno di santità e di grazia,

regno di giustizia, di amore e di pace.

E noi,

uniti agli Angeli e agli Arcangeli,

ai Troni e alle Dominazioni

e alla moltitudine dei Cori celesti,

cantiamo con voce incessante

l’inno della tua gloria: Santo…

 

 

Antifona di comunione

Re in eterno siede il Signore:

benedirà il suo popolo nella pace. (Sal 29,10-11)

 

Oppure:

Il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria

per giudicare tutte le genti”. (cf. Mt 25,31-32)

 

 

Preghiera dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti

con il pane della vita immortale,

fa’ che obbediamo con gioia

a Cristo, Re dell’universo,

per vivere senza fine con lui

nel suo regno glorioso.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.