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Il brano presenta il sapore dei fatti vissuti e ben impressi nella memoria, perché hanno cambiato la vita.

I discepoli hanno dato la loro fiducia a Giovanni il Battista. È sulla sua parola che “seguono” Gesù indicato come l’“Agnello di Dio”.

L’incontro con Cristo prende l’avvio da una domanda che gli viene rivolta: “Dove abiti?”. Ma subito si trasforma in un affidamento dei discepoli al mistero.

Gesù risponde: “Venite e vedrete”.

L’esperienza del condividere tutto convince i discepoli che Gesù è il Messia atteso.

L’incontro con Cristo non è un avvenimento superficiale: si configura come un sentirsi compresi e amati; cambia il nome, e, con il nome, cambia l’atteggiamento di fondo: “Tu sei Simone… ti chiamerai Cefa”.

Il trovare Gesù – o meglio, l’essere trovati da Gesù – non solo muta l’esistenza, ma rende annunciatori della salvezza. A modo di traboccamento di gioia. A modo di esigenza di partecipare insieme alla vita nuova scoperta in Cristo.

Antifona d’ingresso

A te si prostri tutta la terra, o Dio.

A te canti inni, canti al tuo nome, o Altissimo. (Cf. Sal 65,4)

 

Colletta

Dio onnipotente ed eterno,

che governi il cielo e la terra,

ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo

e dona ai nostri giorni la tua pace.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

Oppure (Anno B):

O Padre, che in Cristo Signore

hai posto la tua dimora tra noi,

donaci di accogliere costantemente la sua parola

per essere tempio dello Spirito, a gloria del tuo nome.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

Prima lettura

1Sam 3,3-10.19

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.

Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.

Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.

Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.

Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».

Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 39

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,

una lode al nostro Dio.

 

Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto,

non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

 

«Nel rotolo del libro su di me è scritto

di fare la tua volontà:

mio Dio, questo io desidero;

la tua legge è nel mio intimo».

 

Ho annunciato la tua giustizia

nella grande assemblea;

vedi: non tengo chiuse le labbra,

Signore, tu lo sai.

 

Seconda lettura

1Cor 6,13-15.17-20

I vostri corpi sono membra di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.

Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.

Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b)

Alleluia, alleluia.

«Abbiamo trovato il Messia»:

la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.

Alleluia.

 

Vangelo

Gv 1,35-42

Videro dove dimorava e rimasero con lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore

Omelia:Padre Antonio Rungi

Parla Signore, abbiamo bisogno di sentire la tua voce

 

Con questa seconda domenica del tempo ordinario entriamo nel vivo di quel periodo liturgico che ci traghetterà verso la Quaresima e la Pasqua.

La parola di Dio di questo giorno santo ci invita a riflettere su tema della chiamata vocazionale.

Già la prima lettura, tratta dal libro di Samuele ci parla appunto della chiamata di questo giovanetto al servizio di Dio.

Per ben tre volte il Signore lo chiama e lui non riesce a discernere questa voce di Dio. Alla fine con l’aiuto di Eli comprende che quella voce proveniva dal cielo e lo invitava a mettersi a servizio del Signore. Infatti Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta». Mettendosi in sintonia con la parola di Dio, per Samuèle si crearono i presupposti per crescere in sapienza e bontà, in quanto il Signore fu con lui. Questa crescita spirituale fu possibile in lui in quanto non lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

L’importanza di mettersi a servizio della parola oggi in modo particolare lo comprendiamo alla luce di tanti avvenimenti che stanno contrassegnando il nostro tempo. Se non ci fosse la forza della parola di Dio difficilmente potremmo affrontare con coraggio le avversità della nostra vita e quella del mondo intero.

In stretto rapporto con questa prima lettura è il vangelo di oggi, nel quale ci viene presentato nuovamente Giovanni Battista che con il suo gruppo di discepoli effettua un vero e proprio discernimento vocazionale per rispondere alla chiamata del divino Maestro.

Il brano del Vangelo di Giovanni racconta, infatti, con estrema chiarezza la vocazione dei primi discepoli. A differenza dei Vangeli sinottici, Giovanni non colloca la chiamata in Galilea dove i futuri discepoli vengono chiamati, mentre stavano pescando, con un imperativo categorico: ?Venite dietro a me e farò di voi pescatori di uomini’. Giovanni colloca la chiamata di primi discepoli a Betania, al di là del Giordano dove Giovanni sta battezzando.

Ciò fa parte della volontà dell’evangelista di presentarci una settimana completa di Gesù calcolata quasi giorno per giorno che termina con la manifestazione della gloria di Gesù alle nozze di Cana dove il brano si conclude con ?Gesù manifestò la sua gloria e i suoi discepoli cedettero in lui? (Gv 2, 11).

Il brano è pieno di verbi che esprimono movimento. Il Battista ha con sé due discepoli, Andrea e un altro che non è identificato. Gesù sta passando, è in cammino, non si dice da dove viene e dove è diretto, si dice solo che ?passava’ e il Battista si accorge, di questo e fissa lo sguardo su Gesù parlando alla folla: ?Ecco l’Agnello di Dio? (Gv 1, 36). Egli riesce a capire che dietro l’apparenza così normale di quell’uomo di Nazareth si nasconde l’Agnello di Dio preannunziato dall’Antico Testamento.

A questo punto, Andrea e l’altro discepolo si rivolgono a Gesù e ?cominciano a seguirlo’ staccandosi, così, da Giovanni Battista. Ancora non conoscono Gesù, ma sono rimasti affascinati dalla testimonianza data dal Battista e si incamminano con Gesù. Il passaggio di Gesù in quel momento significa che per Giovanni è venuta l’ora di fermarsi per lasciare posto ad un altro: ?Lui deve crescere: io, invece, diminuire? (Gv 3, 30). D’altra parte Cristo è l’unico salvatore e scoprire che Gesù è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo è scoprire che, grazie a Lui, si può iniziare a vivere in modo diverso: egli, caricandosi di tutto il nostro peccato, di tutte le nostre miserie, li toglie via. Se ne carica Lui per liberare noi.

Una volta scoperta l’identità di Gesù non si può fare a meno di sentirsi attratti verso di Lui. Ed è bello notare che i discepoli del Battista non solo seguirono Gesù su indicazione del loro vecchio maestro, ma obbligano Gesù a fermarsi e a cambiare direzione del proprio itinerario.

I discepoli sembrano quasi comandare a Gesù di fermarsi perché hanno bisogno di incontrarsi con Lui.

Quando la ricerca è autentica, quando davvero ci brucia il cuore, il Signore risponde; Gesù si volge a chiunque lo segue, si volge alla nostra iniziativa di cercarlo, non attende altro: è venuto per farsi cercare e trovare. ?Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: Che cosa cercate??

Questa è la prima parola attribuita a Gesù nel Vangelo di Giovanni e la sua prima parola è una domanda: Che cosa cercate?

Il verbo ?cercare’ offre la definizione dell’uomo: noi siamo creature di domanda e di ricerca, creature di desiderio e siccome Gesù conosce molto bene il cuore dell’uomo apre il dialogo con una domanda ?che cosa cercate?’ per far capire che a noi manca qualcosa. Infatti la ricerca nasce da una mancanza, da un vuoto che chiede di essere colmato. I due discepoli non si sono accontentati di essere al seguito del Battista, non si sono detti: siamo a posto, abbiamo il meglio. E invece non hanno il tutto.

La domanda ?che cosa cercate’ obbliga a scendere nel profondo del loro cuore e nel nostro cuore per far emergere quella verità che a volte teniamo nascosta perfino a noi stessi.

Quindi dobbiamo essere sinceri, non avere paura della verità e dei desideri più profondi. Il desiderio più profondo è ciò che muove la vita e anche se inconsapevolmente ci fa fare delle scelte. Quante volte e quante cose abbiamo chiesto al Signore per noi stessi, per i nostri cari e per tutti coloro che sono in necessità.

Ci aiuta a discernere quello che dobbiamo cercare e quindi chiedere al Signore in ogni momento della nostra vita con la preghiera di impetrazione, quello che scrive l’Apostolo Paolo ai cristiani ai Corinto: allontanarci con decisioni forti da tutto ciò che è male nella nostra vita.

Ci ricorda, infatti, l’Apostolo delle Genti che il nostro corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Nella nostra dimensione corporale noi siamo destinati all’eternità. Per cui dobbiamo stare lontani dall’impurità! Bisogna avere massimo rispetto verso il proprio corpo. Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo. D’altra parte per fede sappiamo che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in noi. Questo nostro corpo lo abbiamo ricevuto da Dio e noi siamo degli amministratori di esso, non i proprietari. Noi non appartiamo a noi stessi, ma a Dio. Siamo stati comprati, infatti, a caro prezzo, mediante la passione, morte e risurrezione di Cristo. Logico quindi che dobbiamo allontanarci dall’impurità e glorificare Dio anche nel vostro corpo mortale che è destinato alla risurrezione finale.

Professione di fede: Credo..

Preghiera dei fedeli

Fratelli e sorelle, oggi il Signore ci chiama ad ascoltare la sua parola, per seguirla e metterla in pratica. Oggi si svela il senso della nostra dignità cristiana, spesso rovinata dalle nostre stesse divisioni. Preghiamo perché l’incontro con il Signore Gesù ci renda suoi discepoli e testimoni.

Lo invochiamo dicendo: Dona alla tua Chiesa pace ed unità!

1. Per la Chiesa di Dio, che è chiamata a partecipare e a testimoniare la santità divina, perché in ogni luogo invochi il Signore che dona lo Spirito Santo, preghiamo.

2. Per tutti i credenti in Cristo, perché non siano sordi all’appello del Signore, e sulla strada dell’ecumenismo si impegnino a superare ogni divisione e discordia, preghiamo.

3. Per coloro che hanno consacrato la vita all’annuncio del Vangelo, perché siano coerenti testimoni della tua Parola che salva, preghiamo.

4. Per tutti gli uomini, perché sappiano riscoprire nell’ascolto e nella meditazione della Parola di Dio la fonte della vera vita, preghiamo.

5. Per noi che partecipiamo all’Eucaristia, perché possiamo vivere, come i primi discepoli, la gioia dell’incontro con il Signore, preghiamo.

Signore, che hai detto ai primi discepoli “Venite e vedrete”, ascolta la nostra preghiera unanime. Libera la nostra mente e il nostro cuore da ogni sordità ed egoismo, e dona alla tua Chiesa pace ed unità, per poter offrire al Padre il sacrificio della lode con animo puro e riconoscente.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte

Concedi a noi tuoi fedeli, o Padre,

di partecipare con viva fede ai santi misteri,

poiché ogni volta che celebriamo questo memoriale

del sacrificio del tuo Figlio,

si compie l’opera della nostra redenzione.

Per Cristo nostro Signore.

 

Antifona alla comunione

Davanti a me tu prepari una mensa;

il mio calice trabocca. (Sal 22,5)

 

Oppure:

Abbiamo conosciuto e creduto

l’amore che Dio ha in noi. (1Gv 4,16)

 

Oppure:

Giovanni il Battista fissò lo sguardo su Gesù e disse:

«Ecco l’Agnello di Dio!».

E i suoi discepoli seguirono Gesù. (1Gv 1,26-37)

 

Preghiera dopo la comunione

Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore,

perché saziati dall’unico pane del cielo,

nell’unica fede siamo resi un solo corpo.

Per Cristo nostro Signore.