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La Croce di Gesù è il segno supremo dell’amore di Dio per ogni uomo, è la risposta sovrabbondante al bisogno che ha ogni persona di essere amata”. Con le parole di Papa Benedetto XVI vi presentiamo le ultime due stazioni, gli ultimi due video della Via crucis che ci hanno aiutato a meditare sulla Passione del Signore nostro Gesù Cristo durante questa Quaresima.

Il Signore benedica tutte noi, in particolare coloro che hanno dedicato del tempo impegnandosi a presentare le 14 stazioni. Grazie.

Ringraziamo la comunità di Kollam (India) per la tredicesima stazione e le comunità “Mater Gratiae” e le consorelle delle Filippine per l’impegno e la dedizione con la quale hanno preparato la quattordicesima stazione. Grazie ancora a tutte.

 

 

TREDICESIMA STAZIONE

GESU’ VIENE DEPOSTO DALLA CROCE

Dal Vangelo di Giovanni (19, 34-38)

Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo, infatti, avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.

 

Dalle lettere di Giacomo Cusmano (LeA I/3, p. 141)

‹‹Non ci lagniamo mai di quello che potremo avere in sorte di soffrire per amore di Gesù Cristo e dei suoi Poveri. Camminiamo sempre alla presenza di Dio, seguendo Gesù Cristo, e quando arriveremo alla gran sorte di lasciare la vita, come Egli la lasciò per noi sopra la croce, è allora che potremo intonare l’inno della nostra risurrezione››.

Preghiera

Signore, sei disceso nell’oscurità della morte. Ma il tuo corpo viene raccolto da mani buone e avvolto in un candido lenzuolo (Mt 27, 59). La fede non è morta del tutto, il sole non è del tutto tramontato. Quante volte sembra che tu stia dormendo. Com’è facile che noi uomini ci allontaniamo e diciamo a noi stessi: Dio è morto. Fa’ che nell’ora dell’oscurità riconosciamo che tu comunque sei lì. Non lasciarci da soli quando tendiamo a perderci d’animo. Aiutaci a non lasciarti da solo. Donaci una fedeltà che resista nello smarrimento e un amore che ti accolga nel momento più estremo del tuo bisogno, come la Madre tua, che ti avvolse di nuovo nel suo grembo. Aiutaci, aiuta i poveri e i ricchi, i semplici e i dotti, a vedere attraverso le loro paure e i loro pregiudizi, e a offrirti la nostra capacità, il nostro cuore, il nostro tempo, preparando così il giardino nel quale può avvenire la risurrezione.