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L’anno Liturgico è la celebrazione-attuazione del mistero di Cristo nel tempo. Perciò l’anno liturgico non può essere ridotto a un semplice calendario di giorni e di mesi cui sono legate celebrazioni religiose; esso è invece la presenza in modo sacramentale-rituale del mistero di Cristo nello spazio di un anno.

La componente tempo è particolarmente rilevante nella celebrazione del mistero di Cristo nell’anno liturgico. Infatti, per il cristiano il tempo è la categoria entro cui si attua la salvezza. Ecco il motivo per cui << nel corso dell’anno [la Chiesa] distribuisce tutto il mistero di Cristo dall’Incarnazione e della natività fino all’Ascensione, al giorno di Pentecoste e all’attesa della beata speranza e del ritorno del Signore. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, così che siano resi in qualche modo presenti a tutti i tempi, perché i fedeli possano venirne a contatto ed essere ripieni della grazia della salvezza>> (SC, n.102).

La liturgia vista come la continuazione dell’intervento di Dio che salva attraverso segni rituali, prolunga e attua nel tempo, mediante la celebrazione, le ricchezze salvifiche del Signore. Per questo l’anno liturgico non è una serie di idee o una successione di feste più o meno importanti, ma è una Persona, Gesù Cristo. La salvezza dal lui realizzata <<specialmente per mezzo del mistero pasquale della beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione>> (SC,n.5), viene offerta e comunicata nelle diverse azioni sacramentali che caratterizzano il dinamismo del calendario cristiano. La storia della salvezza che continua nell’oggi della Chiesa costituisce dunque l’elemento portante dell’anno liturgico.

La storia della salvezza è stata progettata da Dio come una economia di salvezza che, iniziata nel passato, tocca il suo vertice in Cristo e opera nel tempo presente in attesa del compimento. Se dunque la storia salvifica è concepita come una linea retta che si svolge tutta su Cristo quale punto fisso che orienta la storia intera prima e dopo di lui, la celebrazione liturgica della Chiesa si può prospettare come un momento di questa storia, e cioè un momento di contenuto storico-salvifico in forma rituale.

L’anno liturgico nelle feste, infatti, celebra solo e sempre il mistero di Cristo come centro della storia salvifica. Quindi nella fragilità del tempo che sfugge il tempo della celebrazione liturgica assume il valore di <<kairos>>, di spazio della salvezza:<<Dopo la gloriosa ascensione di Cristo al cielo, l’opera della salvezza continua attraverso la celebrazione della liturgia, la quale, non senza motivo, è ritenuta momento ultimo della storia della salvezza>>.

La celebrazione dei singoli misteri di Cristo, lungo lo svolgersi dell’anno liturgico, non deve essere interpretata come una riproduzione drammatica della vita terrena di Cristo. Difatti in ogni celebrazione, apparentemente parziale, viene celebrata l’eucaristia in cui avviene il tutto e quindi il mistero è sempre completo, il tutto è sempre nel frammento. Parlando dell’eucaristia, afferma san Tommaso d’Aquino che << in questo sacramento è racchiuso tutto il mistero della nostra salvezza>>. Perciò nel quadro delle celebrazioni annuali, la parola di Dio esprime la sovrabbondanza e la multiformità del mistero, le richiama e le rende presenti: alla luce della parola il singolo mistero che viene celebrato nel giro dell’anno ci rivela, volta per volta, una delle dimensioni teologiche della salvezza che si è realizzata in Gesù Cristo:<< Così noi ogni giorno celebriamo nella messa l’intero mistero della redenzione e ciò nonostante, nel molteplice risuonare della divina parola, a Natale e all’Epifania diventa presente per noi l’incarnazione, a Pasqua la passione e la glorificazione del Signore>>.

La pluralità delle celebrazioni non è a scapito di una fondamentale unità che configura il complesso delle celebrazioni come accoglienza nella fede dell’unico mistero di salvezza. Infatti, la presenza del mistero di Cristo nell’anno liturgico non è una presenza statica, ma dinamica di comunione-comunicazione che attende dall’assemblea ecclesiale l’accoglienza del mistero nella soggettività della vita teologale. Il tempo salvifico dell’anno liturgico ha un essenziale riferimento alla Chiesa, è per la Chiesa. Il mistero di cristo celebrato diventa così la vita della Chiesa, e la Chiesa, a sua volta, prolunga e completa il mistero di Cristo.

Con la prima domenica di avvento, che quest’anno ha inizio il 28 novembre 2021 ha di nuovo inizio l’anno liturgico.