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Lo Spirito Santo giunge ad attestare in modo solenne la divinità di Gesù nel momento in cui ha compiuto, come un uomo qualsiasi, il gesto penitenziale, essendosi sottoposto al battesimo di Giovanni. Durante la sua vita terrena, Gesù non si mostrerà mai tanto grande come nell’umiltà dei gesti e delle parole. Importante lezione questa, per noi che vediamo le cose in modo tanto diverso. Seguire Cristo significa intraprendere questo cammino di umiltà, cioè di verità. Cristo, vero Dio e vero uomo, ci insegna la verità del nostro essere.

Feriti dal peccato, purificati dal battesimo, noi oscilliamo fra i due estremi, entrambi attraenti, del male e della santità. E questo si vive nella quotidianeità più umile. Ad ogni passo possiamo scegliere Dio e il suo amore, o, viceversa, rifiutarlo.

Seguire le orme di Gesù, significa assicurarsi un cammino che, nonostante sia stretto e sassoso, conduce alla vita eterna, alla vera beatitudine.

 

Antifona d’ingresso

Battezzato il Signore, si aprirono i cieli

e come una colomba lo Spirito discese su di lui,

e la voce del Padre disse:

«Questi è il mio Figlio, l’amato:

in lui ho posto il mio compiacimento». (Cf. Mt 3,16-17)

 

 

Colletta

Dio onnipotente ed eterno,

che dopo il battesimo nel fiume Giordano

proclamasti il Cristo tuo amato Figlio

mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,

concedi ai tuoi figli di adozione,

rinati dall’acqua e dallo Spirito,

di vivere sempre nel tuo amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

Oppure:

O Padre, il tuo Figlio unigenito

si è manifestato nella nostra carne mortale: concedi a noi,

che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,

di essere interiormente rinnovati a sua immagine.

Egli è Dio, e vive e regna con te,

nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

Oppure:

Padre santo,

che nel battesimo del tuo amato Figlio

hai manifestato la tua bontà per gli uomini,

concedi a coloro che sono stati rigenerati

nell’acqua e nello Spirito

di vivere con pietà e giustizia in questo mondo

per ricevere in eredità la vita eterna.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

 

Prima lettura

Is 40,1-5.9-11

Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno.

Dal libro del profeta Isaìa

 

«Consolate, consolate il mio popolo –

dice il vostro Dio.

Parlate al cuore di Gerusalemme

e gridatele che la sua tribolazione è compiuta

la sua colpa è scontata,

perché ha ricevuto dalla mano del Signore

il doppio per tutti i suoi peccati».

Una voce grida:

«Nel deserto preparate la via al Signore,

spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.

Ogni valle sia innalzata,

ogni monte e ogni colle siano abbassati;

il terreno accidentato si trasformi in piano

e quello scosceso in vallata.

Allora si rivelerà la gloria del Signore

e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte,

tu che annunci liete notizie a Sion!

Alza la tua voce con forza,

tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.

Alza la voce, non temere;

annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Ecco, il Signore Dio viene con potenza,

il suo braccio esercita il dominio.

Ecco, egli ha con sé il premio

e la sua ricompensa lo precede.

Come un pastore egli fa pascolare il gregge

e con il suo braccio lo raduna;

porta gli agnellini sul petto

e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Sal 103

Benedici il Signore, anima mia.

 

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Sei rivestito di maestà e di splendore,

avvolto di luce come di un manto,

tu che distendi i cieli come una tenda.

 

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,

fai delle nubi il tuo carro,

cammini sulle ali del vento,

fai dei venti i tuoi messaggeri

e dei fulmini i tuoi ministri.

 

Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature.

Ecco il mare spazioso e vasto:

là rettili e pesci senza numero,

animali piccoli e grandi.

 

Tutti da te aspettano

che tu dia loro cibo a tempo opportuno.

Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;

apri la tua mano, si saziano di beni.

 

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;

togli loro il respiro: muoiono,

e ritornano nella loro polvere.

Mandi il tuo spirito, sono creati,

e rinnovi la faccia della terra.

 

Seconda lettura

Tt 2,11-14;3,4-7

Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito

 

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,

e il suo amore per gli uomini,

egli ci ha salvati,

non per opere giuste da noi compiute,

ma per la sua misericordia,

con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,

che Dio ha effuso su di noi in abbondanza

per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,

affinché, giustificati per la sua grazia,

diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Lc 3,16)

Alleluia, alleluia.

Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;

egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Alleluia.

 

Vangelo

Lc 3,15-16.21-22

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

+ Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

 

Omelia:Padre Ermes Ronchi

Sul Giordano Gesù è nido della colomba del cielo

 

Il popolo era in attesa e tutti si domandavano, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo. Siamo così, creature di desiderio e di attesa, con dentro, sulla via del cuore, questo “tendere-a”, appassionato e attento, dato che il presente non basta a nessuno. L’attesa è così forte che fa nascere sentieri, e la gente è spinta fuori, sulla strada. Lascia il tempio e Gerusalemme dalle belle pietre, per cercare un luogo di sabbia e acqua, a decine di chilometri, dove si alzava una voce libera come il vento del deserto.

Sei tu il Messia? E Giovanni scende dall’altare delle attese della gente per dire: no, non sono io. Viene dopo di me colui che è più forte di me». In che cosa consiste la sua forza? Lui è il più forte perché ha il fuoco, perché parla al cuore del popolo, come aveva profetizzato Osea: la condurrò al deserto e là parlerò al suo cuore. Due soli versetti raccontano il Battesimo di Gesù, quasi un inciso, in cui però il grande protagonista è lo Spirito Santo.

Sul Giordano la colomba del cielo cerca il suo nido, e il suo nido è Gesù. Lo Spirito ancora adesso cerca il suo nido, e ognuno di noi è nido della colomba di Dio.

Gesù stava in preghiera, e il cielo si aprì. Bellissima questa dinamica causa-effetto. Gesù sta in preghiera, e la meravigliosa risposta di Dio è di aprire il cielo. E non è vuoto e non è muto. Per ogni nostra preghiera la dinamica è sempre la stessa: una feritoia, una fenditura che si apre nel cielo chiuso e ne scende un volo di parole: Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento.

Ogni preghiera non fa’ che ripetere incessantemente questo: «Parlami / aspetto a carne aperta / che mi parli./ Noi non siamo qui per vivere / ma perché qualcuno / deve parlarci» (Franco Arminio).

E la prima parola è “Figlio”. La “parola” scende e si fa, nel deserto, e qui, un “figlio”. Dio è forza di generazione, che come ogni essere genera secondo la propria specie. Siamo specie della sua specie, abbiamo Dio nel sangue e nel respiro. Posta in principio a tutte, “figlio” è parola che sta all’inizio perché sta anche alla fine di tutto.

“Tu sei amato” è la seconda parola. Di immeritato amore, asimmetrico, unilaterale, incondizionato. Qui è posto il fondamento di tutta la legge. “Tu sei amato” è il fondamento; “tu amerai” è il compimento. Chi esce da questo, amerà il contrario della vita.

Mio compiacimento è la terza parola, l’ultima. Un termine che non ci è abituale, eppure parola lucente, pulsante: c’è in Dio una vibrazione di gioia, un fremito di piacere; non è un essere freddo e impersonale, senza emozioni, ma un Padre apritore di cieli, felice di essere padre, in festa davanti a ognuno dei suoi figli.

 

Professione di fede: Credo ..

 

Preghiera dei fedeli

Chiediamo al Signore di essere, come Lui, capaci di essere nel mondo senza essere del mondo.

Preghiamo insieme e diciamo: Signore, facci partecipi del Tuo amore.

 

1. Perché ogni uomo si ricordi di essere pari ai suoi fratelli in quanto amato da Dio. Preghiamo.

2. Perché il male non ci vinca col disgusto, ma ci sproni all’azione. Preghiamo.

3. Perché, come Giovanni, sappiamo riconoscere i limiti della nostra testimonianza e lasciare spazio a te. Preghiamo.

4. Perché la Tua incarnazione santifichi definitivamente, attraverso le nostre scelte, la vita dell’uomo. Preghiamo.

 

O Padre, aiutaci a ricordare che nulla nel mondo dell’uomo è stato tanto spregevole da impedirti di mandarci il Tuo Figlio e che, col Tuo aiuto, tutto può essere trasformato. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Preghiera sulle offerte

Accogli, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre

celebrando la manifestazione del tuo amato Figlio,

e trasformali per noi nel sacrificio perfetto

che ha lavato il mondo da ogni colpa.

Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

Consacrazione e missione di Gesù

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente ed eterno.

Nel battesimo di Cristo al Giordano

tu hai operato segni prodigiosi

per manifestare il mistero del nuovo lavacro:

dal cielo hai fatto udire la tua voce,

perché il mondo credesse

che il tuo Verbo abitava in mezzo a noi;

con lo Spirito che si posava su di lui come colomba

hai consacrato Cristo tuo Servo

con olio di letizia,

perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia,

inviato a portare ai poveri il lieto annuncio.

E noi, uniti alle potenze dei cieli,

con voce incessante proclamiamo la tua lode: Santo, …

 

 

Antifona alla comunione

Questa è la testimonianza di Giovanni:

«Ho contemplato lo Spirito discendere e rimanere su di lui:

egli è il Figlio di Dio». (Cf. Gv 1,32.34)

 

Oppure:

Giovanni disse:

«Io vi battezzo con acqua;

ma viene colui che è più forte di me.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». (Lc 3,16)

 

 

Preghiera dopo la comunione

Padre misericordioso,

che ci hai saziati con il tuo dono,

concedi a noi di ascoltare fedelmente

il tuo Figlio unigenito,

per chiamarci ed essere realmente tuoi figli.

Per Cristo nostro Signore.