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La settimana che va dall’ultima domenica di aprile alla prima di maggio impegna noi, Serve dei Poveri, a intensificare la preghiera e lo spirito di riparazione degli insulti e delle bestemmie che Gesù riceve da tanti.

Tale settimana riparatrice è affidata a turno alle varie Congregazioni religiose, cosicché spetta a noi, nella nostra settimana, riparare a nome di tutte le Religiose e di tutte le anime riparatrici. Impegniamoci pertanto alla generosità nello spirito di riparazione, cercando, ciascuna singolarmente, di fare qualche offerta di amore al Signore. Facciamo di tutto per avvicendarci in chiesa ad adorare Gesù durante la giornata. Procuriamo di spingere alla preghiera riparatrice anche gli assistiti, gli associati e gli amici, attraverso opportune iniziative di preghiera. La nostra preghiera di riparazione può essere fatta con l’aiuto degli schemi di adorazione eucaristica o su schemi di preghiera di riparazione al Cuore di Gesù. Troverete nel nostro manuale di preghiera alcune indicazioni e schemi utili, a pag. 196 e ss.

Diciamo una parola per quanto riguarda il tema della “riparazione”.

Gesù con la sua passione, morte e risurrezione ha pagato per i peccati di tutti dall’inizio fino alla fine degli uomini sulla terra. Ma Gesù ha assunto la nostra Umanità, quelli che sono Battezzati formano con Lui un Corpo solo di cui Egli è il Capo e noi siamo le sue membra; membra vive per quelli che vivono in “grazia di Dio” membra malate, sofferenti, lacerati, ecc.. ( secondo la gravità delle colpe) per coloro che sono divisi, vivono nell’odio, nella violenza, nelle colpe gravi ( o mortali) secondo come si osava dire una volta ossia la vita divina non circola in quelle membra che tendono a staccarsi con il corpo. Il Corpo mistico di Gesù, le cui membra siamo noi ed Egli è il Capo, continua nel tempo attraverso i secoli a portare le atroci sofferenze della Passione, morte e Risurrezione. Quando ci si riconcilia con Dio quella persona risorge: ricordiamo che quando Gesù risuscitò la Bambina morta:<< presala per mano la sollevò e la diede ai genitori e aggiunse: dategli da mangiare>> Che significa? Potremmo dare questa interpretazione ( fatta un po’ liberamente), la fanciulla adesso ha bisogno di nutrirsi della Vita Divina. Ed ecco perché Gesù ci ha lasciato i Sacramenti!

Perché ci alimentiamo della sua stessa Vita. Pensiamo un po’! Vivere nella sua “Grazia” significa portare in noi la Vita Divina. Non esseri cadaveri ambulanti. Se chi vive in colpa grave si potesse vedere nella realtà spirituale: è un cadavere ambulante.

Poiché il Signore ci ama e vuole la salvezza di tutti/ e le altre membra e di questo ce ne parlano i martiri, i santi ( quelli che sono sugli altari e quelli che ancora non ci sono o resteranno nascosti) hanno ricevuto la missione di salvare le anime. Riparare, la stessa parola do dice significa -metterle le persone sul mio conto. Non soltanto ognuno è chiamato a riparare la pena che tocca alla colpa commessa( perché la riconciliazione avviene nel sacramento del perdono con l’assoluzione dei peccati) a livello personale e quella dei fratelli ( portate i pesi gli uni degli altri dice San Paolo).

Alcuni di noi che siamo avanti con gli anni ricordiamo che a partire dal catechismo della prima Comunione c’insegnavano:<< se sentite bestemmiare dite subito “ Dio sia Benedetto”>> , ci educavano così alla riparazione. La santa Madre Chiesa chiede a noi anime Consacrate di fare riparazione, per noi, per le nostre comunità e per tutti i peccati del mondo soprattutto di quelle persone che sono ostinate nel male e rischiano di separarsi dal Signore per l’Eternità.

Spesso dimentichiamo che morire in colpa grave si rischia il Paradiso. Poi ci sono quelli che non conoscono il Signore, ma per queste persone Gesù ha la via della retta coscienza, perché pure loro sono salvati, ma ancora lì non è arrivato l’annuncio del Vangelo. Gesù sa come raggiungere tali anime.

Nella vita dei Santi si legge che a volte Gesù chiede ad alcune anime di collaborare con Lui alla sua Passione, morte e risurrezione per salvare le anime dalle pene eterne dell’inferno. E tante anime generose volentieri condividono lo strazio di Gesù perché le anime si salvino. Gesù ci ama e ci vuole salvi, ma ci sono alcuni che non vogliono essere salvate con piena avvertenza e deliberato consenso, allora Gesù pazienta, aspetta… L’ultima tavola di salvezza dirà a Santa Faustina è il ricorso alla sua Misericordia.

Proprio domani è la giornata della Misericordia, incominciamo la nostra settimana proprio nel giorno della Celebrazione della Divina Misericordia.

 

 

Le preghiere ci sono nel nostro libro cerco il “Tuo Volto”. Ma dobbiamo offrire tutta la giornata, lavoro, preghiera, adorazione le contrarietà che ci capitano, i dolori fisici, l’anzianità e la giovinezza…. Nella Casa del Signore c’è posto per tutto e tutti.

Inoltre, chiediamoci: 1.Quanto credo che Gesù mi ama?

Se ci sorse qualche dubbio: fermiamoci e contempliamo Gesù Crocifisso.. Accostiamoci con piena fiducia al trono della Grazia al Sacramento della riconciliazione; [non stiamo troppo tempo senza questo Sacramento, abbiamo bisogno del ristoro spirituale] Gesù chiedeva a san Girolamo: dammi i tuoi peccati. Finche saremo su questa terra abbiamo bisogno di questo bagno spirituale, di rivestirci con vesti di lino, di olio profumato… tutto troviamo in Gesù. Basta un atto di abbandono:<< Gesù, pensaci tu>>. Quando diamo fiducia a una persona è perché ci possiamo contare. Su Gesù ci possiamo contare.

-Aiutiamoci con le parabole della Misericordia e con il mistero pasquale che stiamo Celebrando. Allora mentre offriamo riparazione anche noi cresciamo nella fede, nella speranza e nella Carità.

Un’ultima cosa: tiriamo fuori dai nostri ricordi: le giaculatorie, le comunioni spirituali, le piccole opere buone che facevamo da giovani,…Facciamo tutto con un atto di volontà, perché a volte il sentimento non c’è. Gesù non è ciò che noi sentiamo ma Colui ch’è Uno con il Padre nella Comunione dello Spirito Santo. Amen