Tutti i testi e le canzoni
dedicate a Giacomo Cusmano:

benvenuto nella nostra raccolta!

 

APOSTOLO DI BENE

Apostolo di bene
che ognor quaggiù riluce,
amò lenir le pene
con fede ed umiltà;
sprezzò l’orgoglio e il mondo,
parlò del grande Iddio,
e si sentì giocondo
sol nella povertà.
Ei pose con amore
nei solchi della vita
il seme del Signore
fecondo di virtù.
E con paterno amore
accolse tra le braccia
i vinti dal dolore
visse di carità.
Donò pur le ricchezze
per far fiorir gli asili
ed affrontò le asprezze
con più serenità.
Da buon soldato invitto
lottò contro l’errore
e fu del derelitto
il solo protettore.
Dal ciei ove egli siede
accanto a Dio sovrano
quaggiù feconda vede
l’umana carità.
Ei che lassù giocondo
sa che l’antico seme,
che seminò nel mondo
nuovi germogli dà.
Padre degli Infelici
o Giacomo Cusmano,
deh! tutti benedici
nei nome dei Signor!

 

UNA BAMBOLA

Una bambola, una bambola per pietà!
Finuccia muore e vuole giocare vuole la bambola, per carità;
ma chi ce l’ha
ma chi ce l’ha?
Il padre Giacomo la troverà.
Trova lui tutto per i suoi bimbi cosa non trova per i suoi poveri?
Anche la bambola
anche la vita
per essa piccola lui darà!
S’è chiuso solo nella baracca per curare
i suoi poverelli;
del colera non ha paura anche la morte lui affronterà.
La bimba è felice la bimba guarisce
tutti stan bene scampato pericolo, nessuno muore, viva il Ciel!

 

GIROTONDO IMPOSSIBILE

Ricchi e poverelli:
la grande divisione
la grande diga è alzata.
Chi mai l’abbatterà?
Gesù l’aveva detto:
“Amatevi fratelli,
I ricchi non entreranno se poveri non si faranno”.
Pensò un giorno Giacomo:
“Il modo lo trovo io, tu dammi un tuo boccone che al povero lo do io.
Anzi lo dai tu stesso,
così conoscerai il volto del Dio vero stampato in povertà”
Il ricco gli occhi aprì e vide veramente nel povero il fratello,
Gesù in mezzo a noi.
Allora in girotondo ricchi e poverelli
contenti e tutti uguali si strinsero a Gesù.
Allora Padre Giacomo felice per la situazione
rese grazie a Dio e in ciel se ne volò.

 

CERTO SAREBBE BELLO


Certo sarebbe bello se anche tuo fratello
potesse avere quello che oggi godi solo tu.
Uniamoci le mani senza aspettare domani uniti in girotondo
il povero nel mondo non soffrirà.
La nostra carità colori non avrà:
bianca, nera o gialla la sua pelle
che importanza ha.

 

UNA STORIA VERA


Senti, fratello mio, ascolta e capirai.
Questa è una vera storia per arrivare a Dio.
Messaggio è d’amore, d’amore e d’umiltà;
amalo il tuo prossimo Dio ti consolerà.
Guarda, fratello mio, questa è la tua città.
Se ogni famiglia è un’isola povera società!
Disse una volta un uomo:
“Fare la carità,
giova a chi la riceve
e pure a chi la fa” .
Sicuramente Dio, Dio ti approverà
e certo in Paradiso Egli ti porterà.
Cerca, fratello mio.
Qui nella tua città offri la tua mano a chi la chiederà!

 

CAMICIA E SCARPE

Dov’è la camicia…icia…Iciaiii
Dove sono le scarpe…arpe…arpe…
Ho preso io camicia e scarpe,
l’ho dato ad un bimbo
che non l’aveva;
anzi l’ho dato a Cristo,
come voi dite.
Lo dice il padre
che là c’è Dio.
Lo dice il padre
che è lo stesso Dio:
lo stesso in Cielo
e nel Sacramento,
lo stesso Dio
nel Poverello.
L’ho dato a Lui
camicia e scarpe,
tutto darei al buon Gesù.

 

DOTTOR CUSMANO

Dottor Cusmano
Dottor Cusmano
i poveri chiamano a tutte l’ore
Dottor Cusmano
mio figlio muore
Dottor Cusmano
hanno sparato all’uomo mio
Dottor Cusmano
come vi pago
Dottor Cusmano
Dio vi benedica

 

IL BOCCONE

Michele, Michele mi hai dato un’idea.
Michele, sei grande, sei figlio di Dio.
A tavola tua
non manca mai niente;
ma il primo pensiero
è per il poverello.
“A tavola, bimbi.
Il primo boccone di pasta, di carne, di frutta, al povero va”.
Ogni giorno un poverello è sfamato col tuo boccone:
quanti altri poverelli lo sarebbero … così!
Corre Giacomo:
“E tu, fratello,
un boccone non mi darai?
Anche tu per il poverello di qualcosa ti priverai”.
I bocconi ora son tanti
e i poveri sfamati
a Dio pensano e ringraziano
quel signore che l’aiutò.
O boccone dei poverello, amo di carità,
tu prendi il ricco tu prendi il povero
e alla Mensa di Dio li porterai.
Ed in terra, alla nostra mensa il povero solo mai più sarà.
Gran cosa siete, dunque, Voi o Poverelli di Gesù Cristo:
gran cosa siete voi.
Egli per voi impiegò gran parte della sua divina missione
Egli elevò la vostra povertà a sacramento
facendo di voi un oggetto di culto.
Essendo così, ecco che io ml prostro ai vostri piedi e li bacio.


MA CHE SARA’


Ma come s’è conciato l’amico Giacomino
l’illustre dottorino
guardatelo un pò
Ha smesso i suoi vestiti la barba s’è tagliata
che scarpe porta ora
ma, dite, che sarà?
E’ pazzo Giacomino
amici, amiche, dite?
E’ fuori il suo cervello ma, dite, che sarà?
Si fa prete Giacomino lascia donne, potere, lavoro gli amici lascia,
Cristo gli basta sarà … Ma che sarà?

 

CANTICO DEI POVERELLI


Poverelli di Gesù Cristo voi siete gli amici di Dio,
voi siete i nostri protettori e le vostre preghiere ci portano a Dio.
Voi presso Dio siete onnipotenti,
voi avete le chiavi del cielo i vostri voti regolano
i tempi e le stagioni
Voi ci risparmiate i flagelli di Dio
Voi ci liberate dalla morte eterna
Voi siete l’immagine di Gesù Cristo per questo i santi
Impediti di visitare
Gesù in Sacramento s’inginocchiavano
dinanzi ai Poveri infermi.

 

IL SEGRETO


Scoperto è il segreto così Giacomo fa,
per riuscire in ogni Impresa eccolo qua come egli fa.
Dico un’Ave alla Madre di Dio.
Dico un’Ave alla Madre di Dio.
Ave Maria, Ave Maria
prega per noi e per I poveri del tuo Gesù.
Tutti lo chiedono
tutti lo vogliono
i poveri dl qua
i poveri di là
tutti soccorrerli come farà?

 

E LO BACIO’


Zio Peppino è tutto una piaga:
piaga è la spalla
piaga la gamba
il petto è piaga
i piedi pure;
povero vecchio come si fa?
Accorre il Padre
lui solo può
con il suo amore
con la sua grazia
curare, pulire
e … baciare
E lo baciò…. e lo baciò
In te io bacio
il mio Signore
pieno di piaghe fatte per amore.
In te io bacio
il figlio di Dio
zio Peppino, non piangere più.

 

CONDIVIDERE CON ME


Avevo fame
ero solo
ero vecchio
ero vedova
orfano ero
ed io disoccupato
ed io una sfruttata
e tu accanto a me
a condividere la mia sorte
come disse Gesù
o Giacomo Cusmano
tu Giacomo Cusmano
Ero ammalato
nudo e coleroso,
la tisi avevo
bisogno di cure,
abbandonato
dai figli ingrati,
sedotta e madre
sola quaggiù
e tu accanto a me
a condividere la mia sorte
come disse Gesù
o Giacomo Cusmano
tu Giacomo Cusmano

 

CHIAMATA URGENTE


Da Valguarnera… pronto!
Canicattì… padre Giacomo…
Agrigento: Padre Giacomo e le suore, per piacere…
Monreale: Anchi qui ci sono i poveri .
Corri, Giacomo, i poveri aspettano tu e le tue suore
siate benedetti.
I poveri son di nessuno tu l’hai detto: “Sono miei”
Eccoli sono qui,
padre dei poveri,
ti invocano, soccorrili se puoi.
Nelle fetide tane
in mezzo agli animali
piange il giovane
cercando il pane.
Lì la vecchietta
e la figlia muta,
non san che fare
i topi son tanti.
Topi, pidocchi,
miseria e fame
puzzo e strettezza
salvaci tu!
Le barelline sono già pronte; venite, madre,
venite meco
vi porterò nella casa dei poveri,
vi porterò nella casa di Dio.
Suore e frati
Giacomo e laici
tutti a gara
soccorriamo Gesù.
La bimba è bella
la bimba è povera
la bimba è sola,
zio sfruttatore.
Corri Don Giacomo,
anch’essa è tua e del tuo Gesù.
Giovane affranto
disoccupato
la casa crolla;
crollato il padre e il fratello. Presto correte
da Padre Giacomo
rifugio avrete.


PIANGE LA CITTA’


Piange la città. Giacomo se ne và.
Questo no, non è un addio, chi lo amò, chi lo amò
lo sa.
Canta, popolo, canta,
inni e lodi al Signore:
a Lui il nostro grido arriverà
e la nostra preghiera
ascolterà, ascolterà.
Accogli Giacomo
nel Regno Tuo rendilo santo santo per noi.


DAI VICOLI OSCURI


Dai vicoli oscuri
fioriti d’incanto
dai freddi tuguri
a te sale il canto:
deh schiudi i tesori
di tua carità,
Cusmano che ai cuori
ridoni bontà!
Appaga l’anelito
dell’animo umano
infondici un fremito
d’amore, Cusmano!
Ancora la gente di questa tua terra un sogno fidente nei cuore rinserra.
Impetra che il sogno diventi realtà, Cusmano,
ed li mondo migliore sarà.
Appaga …
Del ricco tu sprona
l’amore fraterno;
al povero dona
la sete d’eterno;
dei poveri servo,
con grande pietà,
Cusmano, ad ogni cuore dà il ben che non ha.
Appaga …

 

A TE, SERVO DEI POVERI


A te, Servo dei poveri, Luce dei sofferenti,
leviamo, o Padre Giacomo, inni riconoscenti.
Prega che il cuor degli uomini si schiuda alla pietà
e sulla terra splendano Giustizia e Carità.
Tu ti rendesti lietamente povero
spregiando ogni ricchezza ed ogni onore
e discendesti tra i fratelli minimi
come Cristo Signore.
La Trinità di Dio, Vita ineffabile, eterna Sapienza e primo Amore,
misericordia infuse nel tuo spirito per l’umano dolore.
A te, Servo dei poveri…
E andasti in cerca del “boccon del povero”
tu povero tra i poveri di Dio
e sostenesti i vecchi infermi e gli orfani
paternamente pio.
A te, Servo del poveri
Tu affratellasti l’Epulone e Lazzaro spegnendo ogni semente di rancore
e dispensasti a entrambi il Pan degli angeli, alimento d’amore.
A te, Servo del poveri
Torna nel mondo ancora, o padre Giacomo,
e rendi miti i figli di Caino;
di Carità rinnova ai cuori immemori il messaggio divino