L’opera cui pensava non era solo diretta a soddisfare il bisogno immediato di pane e di vestito del povero, bensì a redimerlo spiritualmente e socialmente;
perciò egli nutriva “nell’anima il desiderio di veder sorgere una comunità religiosa, consumata nella carità, per copiare in sè la vita di Gesù Cristo”.
Tale comunità sarebbe stata centro propulsore di una mobilitazione di anime e di mezzi a servizio dei poveri.

Ne delineava anche le caratteristiche:

I membri di questa comunitàscriveva - guarderanno Gesù Cristo nel povero
e renderanno a lui amore per amore; perciò:

1) devono dare tutto quello che hanno per avere la sorte di essere ammessi al servizio dei poveri;

2) devono lavorare, mendicare per raccogliere quanto è necessario a sollevare i poveri dalle loro sofferenze, e farle proprie;

3) devono sempre posporsi ai loro bisogni in maniera che se manca un piatto di zuppa, una camicia, un letto, ecc., è per loro che manchi e non per il povero;

4) devono in tutto preferire il povero come l’immagine di Gesù Cristo”.